Corsa: 5 miti da sfatare

Con l’arrivo della bella stagione, son sempre di più le persone che iniziano a praticare la corsa, un’attività dai molteplici effetti benefici e che si può fare ovunque all’aperto, cosa non trascurabile in questo periodo.

Spesso capita però di farsi delle domande, dovute spesso a false credenze che riguardano il mondo dei runners.

Ecco quindi che riassumiamo 5 miti da sfatare sulla corsa. 

 

Correre fa male alla schiena?

Una delle prime credenze da sfatare è che la corsa faccia male alla schiena perché comprime i dischi intervertebrali o fa “venire l’ernia”.

Ebbene, niente di più falso: la corsa di per sé non fa male alla schiena e, anzi, correre aiuta a mantenere i dischi intervertebrali elastici e idratati, come dimostrano ormai diversi studi internazionali. Ovviamente l’esercizio della corsa deve essere svolto in maniera corretta, alla pari di tutti gli altri sport, e possibilmente anche associato a esercizi di rinforzo muscolare. Perciò non ci si può improvvisare runner ma, con i giusti consigli e accorgimenti, si può imparare a correre in maniera corretta per poter trarre il massimo beneficio da questa attività.

 

Correre fa male alle ginocchia e alle articolazioni?

Anche questa è una domanda che molti corridori amatoriali si pongono. Ma anche in questo caso la risposta è no: nonostante la corsa sia un’attività ricca di sollecitazioni per le articolazioni, molti studi dimostrano che non aumenta il rischio di artrosi. Questo perché sia cartilagini che articolazioni ricevono grandi benefici dall’attività fisica, a patto che i carichi siano progressivi e graduali , per permettere il giusto adattamento al nostro fisico. Per questo è utile avere una guida esperta nel momento in cui si decide di iniziare a correre: uno specialista può infatti consigliarvi lo stile di corsa e l’allenamento più corretto per le vostre caratteristiche. 

 

Lo stretching aiuta a prevenire infortuni?

In molti pensano che iniziare l’attività della corsa facendo stretching prepari i muscoli per una prestazione migliore e priva di rischi. In realtà, non è bene iniziare a correre “a freddo” ma è altrettanto sbagliato pensare di partire con uno stretching statico: l’allungamento di muscoli e tendini prima dell’attività fisica potrebbe infatti non essere ottimale. Molto meglio iniziare con esercizi aerobici a basso carico seguiti da uno stretching più dinamico, in modo da riscaldare i tessuti e poter iniziare a correre quando i muscoli si sono attivati per bene. Vuoi qualche esempio? Contattami e vedremo insieme gli esercizi più adatti per partire con il giusto sprint!

 

Ho dolore, posso correre lo stesso?

In questo caso la risposta è: “dipende”. Il dolore non è infatti per forza un indicatore di un danno al nostro corpo, ma più un campanello d’allarme verso una situazione di pericolo percepito.

Per questo, se il dolore compare solo durante la corsa per poi sparire subito dopo, allora la risposta è “Sì, si può correre”. A patto ovviamente che il dolore non alteri il passo della corsa, portando quindi il runner a correre in modo sbagliato, sbilanciando i carichi e alterando il movimento.

Cosa importante è che quindi il dolore passi nell’arco delle 24 ore successive all’allenamento e, soprattutto, che non vi sia dolore notturno continuo che non passa cambiando posizione. Se invece il dolore persiste, andando anche ad incidere negativamente su postura e attività quotidiane, allora è il caso di fermarsi e consultare uno specialista.

Se senti dolore e non sei sicuro di poter correre e fare attività fisica perché non riesci a capire di cosa si tratti, contattami e valuteremo insieme la tua situazione.

 

Esiste una scarpa perfetta per correre?

Anche in questo caso non esiste una risposta univoca che va bene per tutti: è stato infatti dimostrato che nessuna scarpa è migliore delle altre per correre. Come sempre, ogni individuo ha una storia a sé e diversi studi dimostrano che gli infortuni avvengono a prescindere dal tipo di scarpa utilizzata. È indubbio che la scarpa da running influenzi l’appoggio del piede a terra e di conseguenza le prestazioni di chi corre, ma è anche vero che non tutti i piedi sono uguali, così come non lo sono le posture e i carichi a cui sottoponiamo il corpo. La cosa migliore è quindi farsi consigliare da uno specialista anche per decidere qual è la scarpa migliore per la corsa, in base alla flessibilità, al drop e al peso della calzatura, ma anche e soprattutto in base al nostro fisico ed ad eventuali problematiche.

 

Se hai qualche altro dubbio o vuoi approfondire uno di questi argomenti, non esitare a contattarmi: correre fa bene a tutto l’organismo ma è meglio farlo con criterio e in sicurezza!

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